Il traffico è un'industria

17/01/2013  ciclismo urbano





Chi può negarlo ? Muovere milioni di automobilisti ogni giorno porta a muovere miliardi di euro. Consumo di benzina in primis, ma anche materiali deteriorabili come gomme, pasticche freno, olio motore, filtri, tergicristalli. Spese per accessori. Quanto lavoro gira intorno all'uso e consumo di un'automobile nelle sole città ? Meccanici, elettrauti, installatori audio, officine di elaborazione, gommisti, negozi di autoaccessori, agenzie pratiche auto, ACI-P.R.A., lo Stato stesso, autogrill, autolavaggi, parcheggi a pagamento, società di manutenzione strade, enti locali e non ultima anche la Sanità...si perché a quanto pare ci si ammala parecchio con le polveri sottili, biossido di azoto e monossido di carbonio e tutte queste persone che vivono nei gas di scarico di una grande città alla fin fine dovranno ricorrere alle cure mediche e quindi: spese per farmaci, degenze, controlli specialistici.Ogni giorno una massa di persone viene spostata da casa al lavoro solo per fare delle operazioni su computer che potrebbero essere benissimo effettuate da remoto con una VPN (Virtual Private Network) ossia un collegamento via internet ma isolato per questioni di sicurezza. Quando tempo si potrebbe risparmiare, quanta benzina, quanta aria, quanto stress, quanti soldi ? La bicicletta può ovviare, anche se parzialmente a questo stato di cose, ma non può ovviare ad un sistema che è da cambiare nelle sue fondamenta. La Qualità della Vita, della nostra vita, quella che ci è dato di vivere una volta sola, in modo irripetibile, è da mettere al centro di ogni scelta politica e sociale. Cominciamo con l'usare la bicicletta e il resto verrà con sé.




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